De Gregorio

 

IMG_0046La famiglia de Gregorio è impiantata in Sicilia a Palermo. Vanta numerosi Cavalieri e Dame di Onore e Devozione del S.M.O. di Malta.

Le antiche origini risalgono a un Onofrio, che visse tra l’855 e il 925, Signore di Bolzano, difensore di Treviri nel 912, investito Barone dell’Impero da Arrigo I nel 925 e Sovrintendente agli edifici murari (fortificazioni) di tutta la Germania- Secondo la tradizione, Onofrio nel 918 ebbe concesso dall’Imperatore Arrigo I l’Uccellatore lo stemma che ricorda la macchina impiegata nell’assedio di Treviri. Gregorio di Bolzano, nipote di Onofrio, membro del Comitatus del Tirolo, si trasferì a Colonia (Germania) e nel suo testamento del 1018 stabilì la cognomizzazione del nome. Il figlio quartogenito Giovanni de Gregorio, membro del Consiglio di Reggenza di Arrigo IV nel 1056, fu investito della Signoria di Colonia. Morì nel 1085 e fu seppellito nella Cattedrale di Colonia. Il suo discendente Alberto fu armigero dell’Imperatore Corrado III Hohenstaufen, i suoi figli andarono in Italia militando sotto Federico I ed Enrico VI. Alberto II venne in Sicilia al seguito di Enrico VI, nel 1194 fu nominato dall’Imperatore come Giustiziere della città di Messina. Tra i discendenti si ricordano Pietro che sotto Re Federico distrugge Centuripe ed edifica Augusta nel 1232; Orlando che ebbe un privilegio di Federico II in cui gli fu concessa la castellania di Milazzo col mero e misto impero (Barletta, 5 settembre 1237); Gregorio che fu Dottore in legge e figura come di famiglia tedesca originaria di Colonia nell’elenco per il ruolo militare dei baroni del regno di Pietro d’Aragona del 1283 e in quello di re Ludovico del 1343 dove è citato quale miles pro equo uno armato; fu Giudice della Regia Gran Corte ed ebbe i censi di Messina nel 1330; Bartolomeo, iscritto nei ruoli di Re Martino, che sposò Leonora di Loria nipote del Grande Ammiraglio Ruggero; Thomaso Barone del Regio Demanio e Senatore di Messina nel 1429 e 1451.

Il figlio Giacomo, varie volte senatore di Messina fino al 1526, s’investì della Signoria di Vigliatore nel 1501 avendo sposato Caterinella Crisafi eredera del feudo di Vigliatore. Da Giacomo originano tutti i rami oggi rappresentati.

Ramo di Giovanni:

Giacomo, figlio di Giovanni, nacque nel 1460; cavaliere di Malta dal 1524; nel 1535 fu comandante della flottiglia siciliana che partecipò alla presa della Goletta e quindi Utica e Tunisi. Pietro, fratello di Giacomo e figlio di Giovanni, fu detto per antonomasia Pietro Sicolo per la sua eccezionale dottrina giuridica. Nel 1488 Senatore di Messina; nel 1507 maestro notaio della Corte Straticotiale; nel 1512 Protonotaro del Regno; sempre nel 1512 Vicario Generale del Regno; nel 1516 Carlo V lo nomina Giudice della R. Gran Corte. Ambasciatore di Messina presso la corte di Carlo V nel 1516. Scrisse numerosi trattati in materia storica, araldica e sopra tutto giuridica specie di diritto feudale: le sue opere di procedura e di diritto feudale sino all’abolizione dei feudi (1812) ebbero numerose ristampe ed erano di uso corrente da parte dei giuristi nei fori di Sicilia. Giovan Pietro, figlio di Pietro, fu Vicario e Capitano d’Arme, Mastro Portulano, Capitano di Palermo nel 1554, Tesoriere del Regno nel 1566, nel 1574 Protonotaro del Regno. Pietro, nipote di Giovan Pietro, Giudice della R.Gran Corte; nel 1645 Mastro Razionale del Tribunale del Real Patrimonio; nell’agosto 1647 con atto di eroismo contribuì a debellare la rivolta del D’Alesi; in conseguenza di ciò a 13 settembre 1647 ebbe concesso da Filippo IV il titolo di duca di Tremestieri. Nel 1647 reggente del Supremo Consiglio d’Italia a Madrid. Nel 1651 Presidente del Tribunale della R.Gran Corte. Non ebbe figli maschi, per cui alla morte il titolo ducale passò per linea femminile alla famiglia Rizzari: con lui si estingue in linea mascolina il ramo di Giovanni.

Ramo di Giacomo:

a) ramo di Poggio Gregorio:

Giovanni, Senatore di Messina nel 1532, 1539, 1546, 1550, 1554, 1558 e Cav. Gerosolimitano dal 1539. Carlo, discendente dal precedente, fu barone del Regio Demanio nel 1621. Fondatore della Accademia Letteraria della Fucina. Più volte senatore di Messina e Principe dell’Ordine Militare della Stella.  A 27 luglio 1663 ebbe l’investitura di marchese di Poggio Gregorio. Pietro, figlio di Carlo, si distinse nell’ordine di Malta per la partecipazione alle campagne di Morea nel 1665-67. Gregorio, anch’esso figlio di Carlo, partecipò come cavaliere di Malta all’assedio della Canea ed alla presa dell’isola di Scio nel 1672. Francesco fu senatore di Messina nel 1748, 1753, 1758, 1764, 1769, 1772, 1778, 1789.

I discendenti di Carlo rimasero in Messina sino al terremoto del 1908 alla quale data perì la gran parte dell’ultima generazione: per ciò che se ne conosce il ramo è estinto.

b) rami del Parco Reale e dei marchesi di Squillace :

Originano da Antonio figlio di Giacomo e di Caterinella Crisafi, incluso negli squittinii nobili di Messina del 1543. Fu governatore dell’arciconfraternita del Rosario.

Lazzaro, figlio di Antonio, fu imballottato nel 1529 e 1557 nell’ufficio nobile di Acatapano di Messina; si trasferì in Liguria (Camogli) nel 1579 e sposò Pellina Ansaldi. Morì il 5 novembre 1622 a 95 anni. I discendenti Sebastiano, figlio di Lazzaro, nato nel 1582 e Giovanni de Gregorio Peragalli figlio di Sebastiano, nato nel 1612, restarono in Liguria. Antonio de Gregorio Ficani, figlio di Giovanni, nacque a Genova il 1 novembre 1646. Sposò Maria Maddalena Negroni il 20 Novembre 1665 ed ebbe due figli il primogenito Camillo ed il secondogenito Francesco Maria che ai primi anni del 1700 tornarono in Sicilia dando rispettivamente origine ai due rami oggi esistenti di Palermo (Parco Reale) e Napoli (Squillace).

Palazzo de Gregorio Il figlio primogenito Camillo de Gregorio Negroni, nato a Camogli il 10 luglio 1672, sposa Maria Cecilia Sanguineto nel 1707 e  trasferisce di nuovo la sua famiglia in Sicilia a Palermo dove diventa Commissario militare del Val di Mazara nel 1720 per provvisione di frumento per l’esercito tedesco. Con diploma dato in Piacenza, il 9 maggio 1746, Francesco III Duca di Modena gli concedeva il titolo di Marchese del S.R.I.; titolo trasmissibile a tutti i discendenti maschi legittimi e naturali. Muore nel 1750 ed è sepolto a S. Giorgio dei Genovesi in Palermo.

Camilla Lioy madre di Cecilia StazzoneIl figlio secondogenito Francesco Maria de Gregorio Negroni, nato a Genova l’8 novembre 1674, sposò M.Orsola Masnada e si trasferì a Messina, ove ottenne il riconoscimento come appartenente alla antica famiglia de Gregorio. Il di lui figlio Leopoldo de Gregorio Marchese di Squillace  nato il 23 dicembre 1699, entra a servizio del Re di Napoli, poi Re di Spagna Carlo III di Borbone,  ed ottiene vari Titoli e onorificenze, ricoprendo prestigiosissimi incarichi a Corte; da lui discendono il ramo dei Principi di S.Elia impiantato a Napoli e il ramo impiantato a Torino. Leopoldo si sposò con Giuseppa Mauro e Grimaldi da cui ebbe 5 figli e in seconde nozze con Giuseppa Verdugo e Quosnada (sepolta a Roma nella chiesa di S.Giuseppe a Capo le Case) da cui ebbe 7 figli, molti rimasti in Spagna. Il figlio Emanuele de Gregorio e Verdugo (1758-1839), grande diplomatico, Cardinale della S.R. Chiesa, fu al servizio dei Papi Pio VI e Pio VII, non essendo poi eletto al soglio pontificio nel 1829 per l’insufficiente appoggio della Francia; è sepolto a Roma a Trinità dei Monti, davanti all’altare.

 

Antonio de Gregorio OnetoTornando al ramo primogenito stabilito a Palermo, il figlio di Camillo de Gregorio Negroni, Giovanni de Gregorio Sanguineto, fu Senatore a Palermo e nel 1750 sposò Giovanna Terranova di Trapani; fece trascrivere le prove di nobiltà dal Notaio Antonio Tuguini per l’accettazione nel S.M.O. di Malta, pubblicati il 23 settembre 1750. Camillo de Gregorio Terranova , nato nel 1727, sposò in seconde nozze Vincenza Oneto e Ruffo dei Principi di San Lorenzo, Dama Gran Croce di Devozione di Malta, nel 1764. Fu amministratore generale della contea di Mascari, Parco, Partinico e Monreale. Dal 1753 R. Segreto della città di Palermo. Nel 1759 Maestro Razionale onorario di cappa e spada del tribunale del Real Patrimonio. Senatore di Palermo nel 1750. Gran croce di Malta dal 1771. Cecilia Stazzone di BuonfornelloPro amministratore generale della seta per conto della Camera Reale in Val di Mazara. Procuratore Generale degli stati della Contea di Modica. Fu investito del titolo di Marchese del Parco Reale  il 15 gennaio 1765.

Antonio de Gregorio Oneto, nato il 3 giugno 1792, a sei mesi fu creato Cavaliere del S.M.O. di Malta; sposò Cecilia Stazzone e Lioy dei Marchesi di Buonfornello, nota e raffinata scrittrice di novelle e romanzi,  letterata di vaste conoscenze. Autrice del primo racconto di viaggio in Italia  scritto da una donna, “Rimembranze di un viaggetto in Italia scritte da una signora siciliana” pubblicato nel 1847, rivela l’ ambiente raffinato e colto  che la circondava. L’unico figlio Camillo de Gregorio Stazzone, nato nel 1833, sposa: 1, Letteria Brunaccini dei Principi di S. Teodoro  da cui ebbe 8 figli; 2, Angela Rezia (scomparsa dopo pochi mesi dal matrimonio); 3, Rosalia Anfossi dei Marchesi di S. Onofrio, con matrimonio morganatico. Per il tramite di detta Litteria i titoli di casa Brunaccini e precisamente P.pe di San Teodoro (mpr), B.ne di S. Basilio (mpr), ecc. pervennero al nostro ramo della famiglia de Gregorio aggiungendosi ai due titoli marchionali; la famiglia Brunaccini infatti si estinse nella famiglia de Gregorio.

Litteria BrunacciniI rami oggi esistenti in linea maschile discendono solo da Antonio e Giacomo. Per la complessa discendenza di Camillo de Gregorio Brunaccini, vedere oltre.

Il Marchese Giacomo de Gregorio e Brunaccini (1856-1936), secondogenito, fu illustre glottologo, fondatore e direttore della rivista “Studi Glottologici Italiani”, Professore di Dialettologia Comparata e Storia delle Lingue Classiche e Neolatine all’Università di Palermo, studioso di fonetica e autore di numerosissimi saggi. Sposò in prime nozze Beatrice Starrabba da cui ebbe un figlio, Camillo, che gli premorì ed in seconde nozze sposò Elvira Bernabei. I suoi tre figli furono: Camillo, Ingegnere, Giuseppe, Fausto e Beatrice. Di essi il Marchese Fausto de Gregorio, nato a Palermo ( 1912-1996), fu illustre storico e araldista, pittore, Presidente emerito della Commissione Araldico-Genealogica del C.N.I. per la Sicilia, membro del Collegio Araldico e della Società di Storia Patria di Palermo. Per anni egli si dedicò allo studio della famiglia de Gregorio pubblicandone la storia in un ponderoso volume: I Gregorio di Colonia. Sposò Rosa Cammarata; il figlio Giacomo, dott., ing. e araldista, membro della Comm. Araldico-Genalogica del C.N.I., sposa a Palermo Natalya Ryashchina.

 

Litterio Brunaccini Principe di S.Teodoro

Don Antonio de Gregorio e Brunaccini, Marchese del Parco Reale, Principe di San Teodoro, nacque a Messina il 27 giugno 1855 e morì in Palermo nel 1930 (vedi di seguito).  Scienziato e naturalista. Sposò in Palermo, il 21 aprile 1887, Maria Francesca Vanni di Francesco, Duca di Archirafi, e di Rosalia Paternò Castello (Carcaci).

Dalla moglie ebbe sei figli, il maggiore e continuatore del casato fu Camillo, il secondogenito Francesco, nato il 18 dicembre 1889, Dottore in Legge,  Sottotenente di fanteria di complemento, morì in combattimento a Monte S. Michele sul Carso  il 22 ottobre 1915 durante la 1 Guerra Mondiale e fu sepolto a Redipuglia. Delle sue quattro figlie, solo Litteria sposata con Giulio Rezia, di Bellagio e Milano, ebbe numerosa discendenza, Cecilia si sposò con Orazio Briuccia Fatta (senza figli) e le gemelle Rosalia e Margherita restarono nubili.

 Don Camillo de Gregorio Vanni, Marchese del Parco Reale e Principe di S. Teodoro, nato il 29 dicembre 1888 e ivi deceduto il 26 maggio 1977, Cavaliere di Vittorio Veneto, dottore in Legge, sposò il 30 giugno 1920 Donna Giovanna San Martino Ramondetta e Vadalà dei Principi del Pardo da cui ebbe 7 figli viventi.

 Nozze Camillo e Giovanna de Gregorio a Palazzo Alliata di Villafranca; il paggetto è Giuseppe Alliata di VillafrancaLa figlia primogenita fu Donna Maria Francesca  (Palermo, 1921 – 1985), Dama di On. e Dev. del S.M.O. di Malta, che sposò il nob. Orazio Fatta dei Baroni della Fratta.

Da essi nacquero Virginia sposata con il Barone Gaetano Martinez Tagliavia di San Giacomo,  e Giovanni Corrado sposato con la Nob. Fabiola Carrelli Palombi di Montrone.

Il casato dei Principi de Gregorio continua oggi attraverso il Marchese Don Antonio de Gregorio e San Martino Marchese del Parco Reale e Principe di San Teodoro, nato nel 1923, sposato con Giuseppina Di Salvo Sabatini, da cui Camillo, Vincenzo e Carla. Il March. Don Camillo (Palermo, 1948 – 1997),  sposò  la nob. Maria Beatrice Rutelli dei Co. di Villagrazia, da cui: March. Don Antonio de Gregorio e Rutelli, dott. in Sc. Economiche, sposato con Dorota Turzyńska, attuale proprietario dell’avito Palazzo de Gregorio in Palermo; Donna Alessandra de Gregorio e Rutelli , Dott. in Informatica, Master in Matematica Finanziaria, produttrice delle creme biologiche “Terre Verdi” ; da Rita Rovello ebbe in seguito: Don Marco de Gregorio e Rovello , Dott. in  Economia; Don Gabriele de Gregorio e Rovello, Dott. in Ingegneria Gestionale.

Nozze M.Francesca de Gregorio e Orazio Fatta a Palazzo de GregorioFigli ultrogeniti di Camillo e Giovanna de Gregorio di San Teodoro sono:

Donna Giuseppina, sposata con il Dott. Nino Giubilaro, Pres. di Corte d’Appello; Donna Giulia, sposata con il Conte Alfonso Mangoni di Santo Stefano; Don Francesco, sposato con  Donna Francesca Ajroldi dei Marchesi di Santa Colomba; Don Paolo, sposato con Donna Anna D’Antoni Benso, Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza del S.M.O. di Malta, Delegato dell’Ordine per la Sicilia Occidentale dal al 2014; Donna Alfonsa, sposata con il Conte Palatino Gualberto Carducci Artenisio.

La famiglia, che nel 1500 abitava in un Palazzo su via Trabia – Maqueda, oggi Lanza di Mazzarino – Berlingieri, ed aveva posseduto anche altri Palazzi in Palermo, al ritorno dalla Liguria si stanziò in  una grande Villa con giardino di alberi da frutto, avente ingresso sull’attuale Via dei Cantieri, confinante con l’ Arsenale della Regia Marina, che godeva di un magnifico panorama sul porto. Antonio de Gregorio Brunaccini vi fece costruire, successivamente, una torre di avvistamento dal magnifico panorama su tutta la Conca d’oro e la piana dei Colli. Dall’alto della torre, prima dell’avvento del telefono, avvenivano segnalazioni con la villa dei Petrazzi, come in occasione della passa delle beccacce.

Palazzo de Gregorio e l'Arsenale della Regia Marina dal braccio del MoloL’ingresso principale da via dei Cantieri avveniva originariamente tramite un viale che attraversando un giardino di agrumi,  giungeva in un largo cortile; l’accesso al Palazzo in seguito ai lavori dell’Arch. Caregaro Negrin che operò una ristrutturazione nel 1865 capovolgendo il fronte dello stesso, fu posto sulla Via del Molo di fronte al mare;  di conseguenza alla facciata venne data  la veste neoclassica attuale, con la bella terrazza che si apriva sul lungomare. Oggi il palazzo affaccia sulla Via dell’Arsenale, già Via Molo e poi Via Cristoforo Colombo.

La zona in cui sorgeva il Palazzo de Gregorio subì un drastico stravolgimento quando intorno al 1920-30  tutta l’area del giardino, da Via dei Cantieri al Palazzo, venne espropriata dal bellicoso regime fascista per allocarvi i Cantieri Navali, che occuparono altresì anche tutto il fronte della via Molo prospiciente il porto, allocando lungo le banchine le imponenti officine e i bacini; fu alzato un alto muro che abolì il lungomare e lo riempì di costruzioni e di impianti industriali.

Diverse vecchie foto ci fanno intuire la vita fino ad allora semplice degli abitanti del Palazzo con le gite in barca, le passeggiate sul braccio del Molo, l’arrivo delle navi. Tutto fu turbato dai venti di guerra preannunciato dal minaccioso sbarco di truppe e documentato dalle lastre fotografiche di Antonio de Gregorio… Queste, insieme ad altre antiche riproduzioni fotografiche che ritraggono vari membri della famiglia, sono visionabili sul sito internet curato dai fratelli Giubilaro, che hanno raccolto tutte le foto di casa de Gregorio nell’avito palazzo del Molo e che sono di proprietà del Principe  Antonio de Gregorio Sammartino e dei suoi fratelli.

La famiglia godeva anche di una villa ai colli, la settecentesca Villa dei Petrazzi, con giardino lussureggiante di agrumi, il Coffee house affrescato e la camera dello scirocco, inondata di acanto, dove da piccoli tutti i cugini andavano a giocare a nascondino.

La base agraria della famiglia si appoggiava ai vasti feudi di Sirignano e Marcanzotta, ai giardini del Loco e quelli di Villabate dal meraviglioso panorama sulla piana e il golfo di Palermo. Oggi le tenute di campagna sono state divise tra vari eredi, e il feudo di Sirignano con i suoi vigneti, uliveti e cantine è sede di aziende agricole,  producenti ottimi vini pregiati e olio di qualità;  di esse una è anche  agriturismo.

 

Testi di Virginia Fatta Martinez Tagliavia

 

Riunione di famiglia, 2004